Isola di Palmarola

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Versante Est

Palmarola è la più occidentale delle isole pontine e terza per grandezza.

Folco Quilici, famoso documentarista e scrittore italiano, attivo nella divulgazione naturalistica si innamorò di questo angolo di paradiso che reputava tra le isole più belle al mondo.

Arrivando dall’isola di Ponza la prima tappa è Cala Brigantina, così denominata perché nel corso dei secoli, principalmente nel diciottesimo secolo, veniva utilizzata dalle imbarcazioni che navigavano queste acque come punto strategico per tendere delle imboscate, nascondendosi proprio dietro lo scoglio del Suace che predomina questa baia.

Lo scoglio, dal colore biancastro e della forma allungata, prende il nome da un pesce appartenente alla famiglia delle sogliole.

Il versante Est dell’isola è caratterizzato da un varco di notevole interesse geologico dove è possibile notare la stratificazione della roccia e le colate laviche. Lo spuntone di roccia che predomina la zona prende il nome di Forcina perché simile ad un attrezzo utilizzato nella pesca per salpare le reti.

La parte più a Nord, denominata Punta Tramontana, è la zona più ricca di palme nane, pianta da cui l’isola prende il nome, e che gli antichi Romani usavano chiamare Palmaria.

La palma nana è una pianta originaria del nord Africa ed è arrivata in questa zona a causa della migrazione degli uccelli verso il nord Europa.

Qui è presente un piccola spiaggetta di ciottoli chiamata “Vricci”, importante perché ulteriore punto di accesso alla parte alta dell’isola

A poca distanza dalla spiaggetta c’è “Lo Spalmaturo”, scoglio che deve il nome alla propria forma simile ad un pennello che veniva utilizzato per rivestire di catrame il fondo delle imbarcazioni nella fase di costruzione al fine di renderle impermeabili

La parte Nord dell’isola di Palmarola, denominata Cattedrali, è un luogo che si contraddistingue per imponenza e caratterizzato da una costa che si protende dal mare verso il cielo proprio come guglie gotiche.

In questa zona sono presenti sette grotte seminascoste parzialmente visitabili con piccole imbarcazioni. Il resto del buio corpo delle misteriose cripte, albergo di uccelli notturni, è esplorabile a nuoto, con l’aiuto dalle torce.

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Versante Ovest

Lungo la costa occidentale dell’isola di Palmarola, dopo Punta Tramontana, troviamo “i Piatti”, un gruppo di scogli che prende il nome proprio dalla forma appiattita.

Sul versante ovest, dinanzi Cala del porto, ci sono degli scogli molto particolari, maculati di ossidiana, e denominati “le galere” o scogli dei “nassoni”. Le particolari insenature di questi faraglioni erano utilizzate dai pescatori come luogo di conserva per le nasse contenenti aragoste vive

Cala del porto è l’unico approdo sicuro dell’isola. Su questo versante si trovano le case-grotta scavate nella roccia dai primi coloni, che in determinati periodi dell’anno usavano abitare l’isola per dedicarsi alla coltivazione e alla pesca.

Alla sinistra della spiaggia, sulla costa, è presente una venatura di roccia nera, l’ossidiana, una particolare roccia vulcanica, denominata anche vetro vulcanico, presente solo sull’isola di Palmarola e le isole Eolie.

Le popolazioni antiche utilizzavano questo materiale per la costruzione di utensili e armi.

A Palmarola fu esiliato e morì papa Silverio, santo patrono dell’isola di Ponza. Lo scoglio di San Silverio accoglie sulla sua sommità una piccola cappella costruita in onore del papa martire.

La prima Domenica di Giugno è usanza celebrare una messa proprio su questi scogli come introduzione alla festa del patrono del 20 Giugno

I grandi scogli che emergono nelle acque sud dell’isola di Palmarola vengono denominati Faraglioni di mezzogiorno proprio per la loro posizione. Il faraglione più grande presenta un’insenatura alta circa 20 metri, una grotta passaggio definita “grottone di mezzogiorno”, che può essere attraversata con piccole imbarcazioni. Indubbiamente uno dei punti più suggestivi dell’isola.

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